Armando Marrocco, Cavalieri ardenti, Castello di Gallipoli

Spento

 

L’olio lampante quale medium espressivo al pari dei tantissimi altri utilizzati da Armando Marrocco nel corso della sua lunga e sempre innovativa attività artistica, questo il leit motiv che identifica “Cavalieri ardenti” il progetto espositivo inedito ideato per “Lampante. Gallipoli città dell’olio”, l’evento a cura di Luigi Orione Amato, Antonio Monte e Raffaela Zizzari dal 25 aprile al 3 novembre 2019 nel Castello di Gallipoli.

La mostra curata da Toti Carpentieri si dipana secondo un percorso altamente allusivo che, in quel persistente mixtra arte e scienza da sempre alla base della ricerca espressiva dell’artista, ri/conosce e ri/conferma nel segno del fuoco e dell’olio, ovvero tra antropologia e sacralità, la centralità dell’uomo. Ancora una volta l’agostiniano “io sono sempre io”, nel recupero e nella riattualizzazione della memoria quale strumento e sviluppo di consapevolezza.

I sette lavori qui esposti, singolarmente ed episodicamente visti nel corso degli ultimi cinquant’anni in spazi pubblici e/o privati italiani (dal Museo Casabianca di Malo, al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, alla Galleria d’arte moderna di Bologna, alla Rocca Paolina di Perugia, al Complesso Monumentale di San Francesco di Gubbio, all’Antico Seminario di Lecce, al Castello Carlo V di Lecce, alla Galleria Vigato di Alessandria, allo Spaziobianco di Torino, al Telamone Centro d’Arte di Lecce) altro non sono che i segni di un itinerario complesso tra luogo e tempo, articolato all’interno del Castello nel logico susseguirsi del dentro/fuori e del sopra/sotto, che nasce dal sogno, quello dell’artista Marrocco ma anche quello dell’uomo Marrocco, per giungere alla luce dell’aurora, ovvero alla rivelazione quale status felice e definitivo dell’esistenza.

L’ARTISTA

Armando Marrocco, è un artista poliedrico che ha attraversato gli ultimi sessant’anni a cavallo tra due secoli operando in quella molteplicità di ambiti che si muove dalla pittura alla scultura, alle esperienze concettuali, alla scrittura, agli interventi perfomartivi, alla fotografia, tra riflessioni speculative e recuperi antropologici, conferendo alla multimaterialità lo status di medium identificante assoluto. Il suo curriculum è ricco di mostre personali e collettive in musei ed istituzioni pubbliche e private, oltre che in gallerie italiane ed estere.